Ma la Raggi è di Roma sud o di Roma nord?

Da quando Virginia Raggi è diventata sindaco, un dubbio tormenta gli elettori del Partito Indipendentista di Roma Nord: ma il primo cittadino è di Roma sud o di Roma nord? Non è facile rispondere a questa domanda, perché nella Raggi coesistono elementi di entrambe le metà della capitale. Vediamo quali.

L’INFANZIA E LA GIOVINEZZA


Virginia Raggi nasce nel quartiere Appio Latino – precisamente a San Giovanni – e si diploma al liceo scientifico Isacco Newton di viale Manzoni; in seguito consegue la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Roma Tre. Diciamo che non è necessario essere nati ai Parioli per capire che la sua giovinezza trasuda Roma sud da tutti i pori: accerchiata dalle ascelle sudate della metro A, la immaginiamo bere caffè scadente al chiosco della terza università, divincolarsi dai coatti nelle discoteche di via Libetta e festeggiare la laurea a colpi di spumante del discount e Peroni da 66. Un pessimo inizio.

L’ETÀ ADULTA

Dopo la laurea la sua vita subisce una virata tanto brusca quanto comprensibile. Virginia Raggi è un avvocato, e l’habitat naturale di ogni avvocato romano è il quartiere Prati: volendo fare un parallelismo, si può dire che piazza Mazzini sta alla giurisprudenza come la Mecca sta all’Islam. Non sorprende quindi che l’attuale sindaco di Roma abbia svolto la pratica forense presso lo studio Previti e lo studio Sammarco, entrambi saldamente collocati nei pressi di via Giulio Cesare. È facile immaginare lo stupore della giovane praticante di fronte all’imponenza architettonica della Repubblica Indipendente di Roma Nord e all’eleganza dei suoi abitanti, dopo essere cresciuta fra i rutti degli operai in canotta, i muri in cartongesso e i cori dei tifosi della Roma.

L’ATTUALE RESIDENZA

Dopo il matrimonio, Virginia Raggi si trasferisce a Ottavia, un quartiere che, pur non essendo certamente a sud, fatichiamo a inquadrare nel territorio di Roma nord. Il quartiere Ottavia è infatti pericolosamente vicino a Primavalle (Roma ovest) e soprattutto al Grande Raccordo Anulare, e si sa che a Roma la povertà è direttamente proporzionale alla prossimità al GRA.

LO STILE


Scopriamo l’acqua calda se diciamo che la Raggi è una bella donna: i capelli sempre ordinati, il fisico asciutto e la voce leggermente nasale sono tutti fattori che spingono la sua personalità verso Roma nord. D’altro canto, purtroppo, bisogna sottolineare che il suo guardaroba appare quanto mai limitato: da quando è stata eletta la sindaca alterna appena tre o quattro mise, fra cui una giacca grigia stile ispettore Gadget, un piumino con collo a cratere, una semplice canotta nera e una giacca con collo coreano blu elettrico. Alcuni di questi indumenti – i lettori di Roma nord si tengano ben saldi sulla sedia – sembrano addirittura comprati da Zara.

LA SITUAZIONE SENTIMENTALE

Questa è facile: Virginia Raggi è separata e in attesa di divorzio. Se è vero che non tutte le donne divorziate sono di Roma nord, è altrettanto vero che tutte le donne di Roma nord sono divorziate.

LA FEDE CALCISTICA

In linea con una certa cautela del MoVimento 5 Stelle nel prendere posizioni su temi sensibili, la Raggi è riluttante a dichiarare esplicitamente la sua fede calcistica. Malgrado abbia timidamente dichiarato di “non essere tifosa ma simpatizzare per la Lazio“, ha rifiutato la maglia di Immobile giustificandosi con una sedicente “imparzialità” e qualche mese dopo ha avallato la costruzione dello stadio della Roma, portandoci a pensare che, sotto sotto, faccia anche un po’ il tifo per i giallorossi. Del resto, come poteva essere altrimenti? Virginia viene dallo stesso quartiere dell’ottavo re di Roma Francesco Totti.

CONCLUSIONI


Come dimostra l’analisi presentata in questo post, Virginia Raggi è un personaggio complesso, dalle mille sfaccettature, e non è facile stabilire se sia di Roma sud o di Roma nord. Per il Partito Indipendentista di Roma Nord, però, l’unica cosa che conta è il diritto di sangue: essere nati e cresciuti nella metà povera della capitale non è una tara che si lava via in una generazione. Per questo motivo possiamo concludere che la Raggi, purtroppo, è innegabilmente di Roma sud.

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Ma la Raggi è di Roma sud o di Roma nord?

La verità sul Partito Indipendentista di Roma Nord

Mi chiamo Claudio Delicato e devo confessarvi una cosa.

Per tre mesi ho finto di essere Alberto Gagliardi, giovane di Monte Sacro fondatore del Partito Indipendentista di Roma Nord, che chiede la secessione di Roma nord dal resto della capitale.

Ho rilasciato interviste a giornali, radio e tv sotto questa falsa identità. Molti di loro avevano capito lo scherzo (pur non sapendo cosa ci fosse sotto esattamente) e sono stati al gioco. Altri ci sono cascati in pieno e hanno pensato che il PIRN esistesse davvero.

In realtà non era nient’altro che una campagna di marketing virale per promuovere il mio romanzo La guerra di indipendenza di Roma nord, pubblicato da Mondadori (collana Omnibus) il 12 aprile 2016.

Si tratta di un libro di satira politica che trae spunto dall’annosa diatriba Roma nord-Roma sud per fare ironia su temi come la lotta al terrorismo, i movimenti secessionisti e le democrazie open source. Alberto Gagliardi ne è il protagonista e nel romanzo fa esattamente quello che ho fatto io: crea un partito secessionista di Roma nord, solo che lui ci prende il 16% alle elezioni, nella Roma del 2018 commissariata per infiltrazioni mafiose.

Ma non vi ho ancora detto la cosa più grave: io sono di Roma sud.

Sì, in me scorre sangue di Roma nord (mia madre è nata a piazza Vescovio); sì, la mia ragazza è di Roma nord; sì, sono fisicamente nato a Villa Mafalda, in piena Roma nord, e per fare le ricerche necessarie a scrivere il romanzo alla fine me ne sono innamorato (quantomeno dal punto di vista architettonico). Ma sono cresciuto a Mostacciano, la Roma sud più Roma sud che c’è.

Nel mettere in piedi questa campagna di marketing è stato fondamentale il contributo di Davide Giorni, regista, montatore, editor, grafico, social media manager e mio counselor personale. Grazie alla sua impostazione combat siamo riusciti a realizzare tutto quello che ci è venuto in mente. Se avete bisogno di lui (e credetemi, avete bisogno di lui) la sua agenzia è GenevaDrive.

Tante altre persone hanno collaborato, molte delle quali per puro spirito di amicizia, mentre Paolo Signorini (con le illustrazioni di La Tram) ha realizzato la splendida video-parodia della sigla di Game of Thrones con la quale abbiamo lanciato La guerra di indipendenza di Roma nord.

Il romanzo si può acquistare su Amazon, sul sito della Mondadori e nelle principali librerie. La copertina è stata realizzata da Leo Ortolani, ed è un bel po’ bella.

L’uscita del romanzo non significa che smetteremo di pubblicare i contenuti del PIRN; al contrario, li alterneremo a quelli relativi al romanzo. Il sogno di Roma nord indipendente deve continuare. Quindi seguiteci su Facebook.

La verità sul Partito Indipendentista di Roma Nord

Come costruire rapidamente nuove linee di metro a Roma nord

I lavori per la costruzione della linea C della metropolitana di Roma sono iniziati nel 2007. La prima tratta è entrata in esercizio il 9 novembre 2014, la seconda il 29 giugno 2015. La fine dei lavori è prevista per l’inizio del 2021. Stiamo parlando di 14 anni per costruire una linea di metro. Numeri da Roma sud. Tanto per darvi un’idea, di questo passo per avere 11 linee come a Londra ci metteremo circa 112 anni.

Il motivo per cui i lavori di costruzione della metro a Roma vanno così lenti è risaputo: ogni volta che si zappa la terra nella capitale viene fuori un busto di Marco Aurelio. A quel punto il Ministero dei Beni Culturali blocca i lavori e avvia le sue lentissime opere di recupero dei reperti storici.

La domanda che il Partito Indipendentista di Roma Nord si pone è: ma a me e te, del busto di Marco Aurelio sottoterra,

CHE CAZZO CE NE FREGA?


(Con tutto il rispetto, Marcolino.)

Siamo certi che, se il cittadino di Roma nord potesse scegliere fra un busto di Marco Aurelio intatto e una linea della metropolitana costruita in tempi decenti, non esiterebbe a propendere per la seconda soluzione. Anche perché, in ogni caso, quel busto di Marco Aurelio non verrà estratto dal sottosuolo prima che il cittadino stesso sia in età pensionabile, e sarà messo in un museo in cui non andrà mai.

Roma è una città la cui cultura rappresenta la sua forza. Ma di reperti storici ne abbiamo già abbastanza. Non sarà un busto in più a fare la differenza; è il momento di andare avanti. Dopo le elezioni comunali, il PIRN si impegna a costruire 3 nuove linee della metro a Roma nord in 5 anni, e lo farà in un modo molto semplice: andrà avanti con gli scavi distruggendo tutto ciò che sarà necessario distruggere, e una volta che i lavori saranno completati, il Ministero dei Beni Culturali sarà libero di estrarre i rimanenti busti di Marco Aurelio con i tempi (biblici) che preferisce e mettere su due musei che da soli varranno più del PIL della Svezia.

Per fare questo, naturalmente, è necessario liberarsi del giogo delle leggi italiane, che bloccano i lavori non appena si rinviene un reperto storico. Ecco perché Roma nord ha bisogno di leggi proprie e una propria costituzione, e perché ciò accada è assolutamente necessaria la secessione di Roma nord dal resto della capitale.

Alle prossime elezioni, non fare cazzate: vota Partito Indipendentista di Roma Nord.

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Come costruire rapidamente nuove linee di metro a Roma nord

Lettera aperta ai tassisti romani (e non)

Cari amici,

Roma è la capitale europea con il più basso rapporto fra numero di taxi e abitanti. Ciò fa sì che il loro costo sia ben più alto rispetto a qualsiasi altra città, limitando pesantemente l’accesso a questo tipo di trasporto per i suoi cittadini. E il problema non attanaglia solo la nostra capitale, ma tutta l’Italia.

Nel 2007 Pierluigi Bersani presentò un ambizioso decreto per le liberalizzazioni di cui sentiamo gli effetti ancora oggi: vi ricordate di quando pagavano ingiusti costi di ricarica per il cellulare, o quando le compagnie aeree presentavano offerte fallaci, non includendo le tasse aeroportuali nei prezzi dei loro biglietti? Bene: grazie a quel decreto queste pratiche vessatorie nei confronti del cittadino non esistono più.

Fra i provvedimenti proposti da Bersani c’era anche la liberalizzazione delle licenze dei taxi. Licenze più economiche significano più taxi, più taxi significano meno auto private in giro, e meno auto private in giro significano strade meno congestionate. Meno traffico, uno dei più grandi problemi della nostra città. È un concetto molto semplice.

Al tempo voi vi opponeste con ferocia a quel provvedimento, che naufragò nel nulla. Vi opponeste perché per pagare la vostra licenza siete stati costretti ad aprire un mutuo soffocante, e non vi andava giù che chiunque potesse ottenere per due spicci quel pezzo di carta per cui avete fatto tanto sforzi.

Il Partito Indipendentista di Roma Nord vuole riprendere il progetto di Bersani, e adeguare Roma agli standard delle altre capitali europee. Noi non siamo il PD, e le vostre proteste non ci fanno paura.

La quantità di soldi che avete dovuto sborsare per le vostre licenze è indecente, e su questo siamo d’accordo con voi. Ma solo perché l’avete dovuto fare voi, non vuol dire che lo debbano fare tutti gli altri tassisti fino all’eternità, lasciando la capitale in condizioni da medioevo. Il mondo deve andare avanti. Si chiama progresso e né noi né voi possiamo farci nulla. Anche quando l’uomo ha inventato il treno c’era gente che si opponeva a quell’innovazione, per tutelare il trasporto su carrozza. Ecco, voi vi state comportando esattamente allo stesso modo, e il PIRN vi chiede di essere più lungimiranti di quella gente.

Guadagnerete meno e vi roderà il culo non poco, ma i taxi a Roma nord saranno numerosi ed economici. Aspettiamo le vostre livorose proteste. Nel frattempo noi andiamo verso il futuro a testa bassa.

In fede,
Alberto Gagliardi

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Lettera aperta ai tassisti romani (e non)

Gesù era di Roma nord?

Durante una delle ultime riunioni del Partito Indipendentista di Roma Nord, alcuni iscritti hanno messo in discussione un’affermazione che abbiamo adottato come slogan: Gesù era di Roma nord.

Secondo il PIRN la romanordità storica di Gesù Cristo è quasi da dare per scontata, viste le innumerevoli prove in merito. Tuttavia, analizzando più a fondo la figura del Messia, abbiamo riscontrato che Gesù di Nazareth è una figura più complessa di quanto pensassimo, con elementi di Roma nord e di Roma sud che convivono in Lui al contempo.

Vediamo quali.

ELEMENTI DI ROMA SUD

  • Gesù Cristo andava a cena con dodici persone. Dodici. È una carovanata tipica di Roma sud. A Roma nord si esce massimo in tre (peraltro questo potrebbe suggerire che i Re Magi fossero di Roma nord). D’altro canto ciò significa che non si faceva problemi a stare a tavola in tredici, e non credere alle superstizioni è molto di Roma nord.
  • Gesù Cristo è la principale fonte di ispirazione del Vangelo, o Nuovo Testamento. Il Nuovo Testamento è il seguito del Vecchio Testamento. I sequel sono un botto di Roma sud.
  • Gesù Cristo si veste di stracci. Il suo abbigliamento è molto di Roma sud. I sandali, in particolare (forse addirittura di Bata?), non vanno più a nord dell’Axa. Per quanto ne sappiamo non risultano episodi di avvistamento di Gesù di Nazareth con le Hogan.
  • Al momento non esistono studi attendibili sulla qualità del vino tramutato in sangue da Gesù Cristo nel corso dell’ultima cena. Vista l’atmosfera e il tenore dei partecipanti potrebbe trattarsi di Tavernello (Roma sud), ma alcune fonti lo avvicinano al Morellino di Scansano (che vira l’asticella verso nord).

ELEMENTI DI ROMA NORD

  • Gesù Cristo è di buona famiglia. Il padre è fondatore e dirigente di una società di grandissimo successo che vanta più di sette miliardi di dipendenti. Questo lo rende inevitabilmente alto-borghese, e l’alta borghesia si colloca nettamente a corso Francia.
  • Gesù Cristo non viveva con il suo vero padre. Questo lascia pensare che i suoi genitori fossero divorziati. I genitori divorziati sono tipici di Vigna Clara.
  • Esistono numerosi studi filologici a sostegno della tesi che il Regno dei Cieli sia in realtà Città Giardino.
  • Gli stessi studi filologici affermano che la N del titulus crucis (INRI, acronimo di Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum, o Gesù il Nazareno, Re dei Giudei) non stesse per Nazarenus ma per Nomentanus.
  • Per aspetto estetico e attitudine, il profilo della Vergine Maria è molto vicino a Coppedè.
  • Resuscitare è troppo di Roma nord.

Alla luce di quanto detto, secondo voi Gesù era di Roma nord o di Roma sud? Fatecelo sapere sulla nostra bacheca Facebook.

Lunga vita a Roma nord.
Alberto Gagliardi

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